Fare outing è realmente necessario?

Roberto Bolle è gay. O almeno così dicono gli altri, visto che il famoso ballerino del Teatro alla Scala non è stato molto chiaro sulla questione. La rivista francese “Numéro Homme” ha pubblicato una sua intervista, dove Roberto si confessa e spiega di aver tenuta nascosta la sua omosessualità perché l’Italia è un paese ancora troppo cattolico e conservatore.

Aurelio Mancuso, il presidente dell’Arcigay, balla praticamente dalla gioia. Nulla meglio di un personaggio vip per ribadire l’orgoglio omo…Ma Roberto Bolle non ci sta, telefona da Losanna e smentisce il presunto outing. In realtà, avrebbe soltanto espresso un parere in generale, l’orientamento sessuale di ciascuno non è un particolare da dover discutere con chicchessia . Quindi, né sì né no, ma “ni”.
Amanti del balletto, il dubbio se Roberto sia gay o no vi perseguiterà per il resto della vita.

Piuttosto, mi chiedo: ma interessa veramente a qualcuno? Partendo dal presupposto che etero e omo hanno gli stessi diritti e doveri , è proprio necessario fare outing? Sobillare l’attenzione, la curiosità morbosa della gente, non è in verità un modo altro, più ambiguo, per ghettizzare?.
Roberto Bolle è sicuramente un grande artista, eccellente nella sua grazia, al di là della persona che scelga di portarsi a letto.

Certo, ora i soliti ottusangoli ne approfitteranno per ribadire il fatto che i ballerini non sono mai stati dei veri “uomini”…Tutta invidia la loro, perché camminano solo a gambe larghe.

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