Parkinson: ecco come la Vitamina B lo rallenta

Cos’è il morbo di Parkinson

Una malattia neurodegenerativa, al cui evoluzione è lenta, ma progressiva. La si conosce come la malattia del tremore delle mani, ma oltre a quel sintomo – che si presenta in circa il 60% dei soggetti – altri sintomi noti sono la rigidità degli arti, la bradicinesia (ossia, la lentezza dei movimenti automatici) e nella fase più avanzata della malattia anche la perdita di equilibrio. Il tremore a riposo delle mani può anche interessare i piedi o, addirittura, anche la mandibola.

In alcuni casi, anche la voce può subire delle variazioni, portando i soggetti colpiti a parlare con un solo tono, oltre al fatto che vi è la tendenza ad accelerare l’emissione dei suoi e, di conseguenza, a mangiarsi le parole. In altri casi, una sorta di balbuzie può rendere ancora più difficile la comprensione.

I sintomi del morbo di Parkinson
Il morbo di Parkinson

Parkinson, i sintomi

Per riconoscere il morbo di Parkinson non ci si deve fermare alle mere manifestazioni di natura motoria. Ci sono altri elementi correlati, detti disturbi vegetativi, quali stipsi, insonnia, depressione e/o cambiamenti repentini di umore, oltre a fatica e dolori. Ma quali sono le cause che scatenano questa malattia? Le cause restano sconosciute, seppur molti ricercatori – nel corso di questi ultimi anni – sostengono con più forza la tesi secondo la quale la malattia sia una combinazione tra una predisposizione genetica e una serie di fattori ambientali.

Parkinson giovanile

Molto spesso, si tende ad associare il morbo di Parkinson all’età senile o presenile. Tuttavia, negli ultimi anni i casi accertati nei giovani sono aumentati sempre più. Si stima, a oggi, che circa il 10% dei malati di Parkinson abbia meno di 40 anni. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa nuova piaga, è stata istituita la Giornata Nazionale contro il Parkinson, che dal 2013 viene celebrata il 30 novembre. Nei pazienti più giovani la progressione della malattia risulta essere meno aggressiva, ma certamente può provocare forti ripercussioni sulla vita professionale e sociale del soggetto interessato. Secondo il Comitato nazionale associazioni Parkinson, sono circa 600 mila i malati in Italia e i casi che coinvolgono i giovani sono circa 30 mila, in netto aumento.



La boxe contro il Parkinson

Si chiama Rock Steady Boxing, ossia la boxe pensata appositamente per quelle persone affette da Parkinson che vogliono continuare a fare sport. Una disciplina nata in America e che dal 2006, grazie all’impegno di medici e neurologi di tutto il mondo, è entrata in 600 palestre e più di 30 mila persone seguono costantemente questa pratica. Anche in Italia – in Puglia – c’è un centro affiliato: muovere il corpo e comandare ogni arto per sferrare un pugno contro il sacco, coinvolge in toto il soggetto e lo aiuta a scaricare le tensioni e le preoccupazioni, portando grandi benefici a livello psicofisico.

Una speranza c’è: la vitamina B

Curare il Parkinson, al momento, è ancora un sogno. Ma i ricercatori non si stancano mai di lavorare per trovare una cura alla malattia. Una delle ultime novità, rese note in questi giorni, arriva dalla Germania. L’università tedesca di Tübingen ha pubblicato uno studio sulla rivista Cell Reports, nel quale l’italiana Michela Deleidi – tra gli autori della ricerca – ha spiegato come la vitamina B3 può evitare la morte dei neuroni nei pazienti affetti da morbo di Parkinson, rallentando notevolmente la progressione della malattia. A breve, la sperimentazione inizierà anche sui primi pazienti.

Un sostegno per malati e le famiglie

Nel 1993 è stata creata la Fondazione Grigioni, un ente privato – senza fini di lucro – legato all’Associazione Italiana Parkinsoniani – che ha lo scopo di raccogliere fondi destinati alla ricerca scientifica per combattere la malattia. La stessa Fondazione ha istituito un servizio telefonico denominato SOS Parkinson, a disposizione dei malati, dei parenti e del personale medico-infermieristico che necessita chiarimenti. Il servizio, che è destinato solo alle richieste urgenti, è attivo proprio nei giorni festivi e il sabato, dalle 8 alle 20. Il numero è 336 735544.

L’App per gestire meglio il Parkinson

Di applicazioni sullo smartphone ne abbiamo tante, ma questa potrebbe esserci molto utile. Stiamo parlando di “Noi Parkinson”, la prima app per gestire meglio la malattia. Si rivolge ai malati e ai loro care giver. Uno strumento per conoscere meglio la malattia e comunicare meglio con i propri medici.

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