Oggi nelle sale: La mafia uccide solo d’estate

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Esce oggi nelle sale italiane La mafia uccide solo d’estate, il bel film d’esordio del siciliano Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, famoso inviato delle Iene e regista di se stesso in Il testimone e Il testimone vip.

Il salto dal piccolo al grande schermo non è affatto casuale. Dopo aver visto una puntata de Il testimone dedicata alla mafia, lo sceneggiatore Marco Martani propone a Pif di realizzare un film per il cinema sull’argomento. È l’occasione giusta per dare finalmente compimento ad un progetto nato quattro anni prima nella mente del suo autore e che darà vita, appunto, a La mafia uccide solo d’estate.
D’altronde, lo stesso Diliberto non è nuovo dell’ambiente: da sempre appassionato di regia cinematografica, in passato è stato l’aiuto regista di Franco Zeffirelli per Un tè con Mussolini (1998) e di Marco Tullio Giordana per I Cento passi (2000).

Protagonista della pellicola è Arturo (interpretato da Pif), giovane palermitano impegnato in una doppia impresa: conquistare l’amore di Flora (Cristina Capotondi), di cui è perdutamente innamorato fin dai tempi delle elementari; e diventare un bravo giornalista, attraverso il racconto dei fatti di mafia che hanno punteggiato la sua vita fin dall’infanzia ed esplosi nella sanguinosa stagione stragista dei primi anni Novanta.

In concorso al Torino Film Festival, il film si contraddistingue per la grazia e la pacata ironia con con cui è tratteggiata la vicenda di Arturo; leggerezza che fa da contrappunto alle immagini, assolutamente nitide e prive di retorica, dei caduti per mano mafiosa. Tale stile potrebbe anche indispettire, vista la tematica così delicata, ma attenzione a non fraintendere: ridere della mafia non vuol dire minimizzare o negare tale fenomeno, quanto prenderne le giuste distanze per una riflessione più profonda, meno emotiva e maggiormente propositiva.

Nei titoli di testa del film, il ricordo e l’omaggio al sacrificio di Rocco Chinnici, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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