
Mai fidarsi di uno scrittore, la gatta Panino Panino lo sa bene. Per voi, “La Mummiona e altre storie- Le avventure della gatta Panino Panino”, il libro di Nicoletta Santini.
La gatta Panino (o meglio, Panino Panino, perché vegetariana e divoratrice di pane) è riuscita a togliere di mezzo la sua Autrice, la scrittrice di favole con cui divide la sua casa rosa confetto…Per carità, non fraintendete! Panino l’ha solo legata come un salame, giusto per avere un po’ di libertà. Stanca di vivere storie scritte da qualcun altro, ha deciso di onorare la sua indipendenza di gatta adulta e vaccinata mettendosi dietro la macchina da scrivere.
Guai però a fare i conti senza l’oste, soprattutto se la matematica è un’opinione: la gatta Panino ed i suoi amici, il cane Rocco, il ragno Astolfo e lo scheletro Scheo, vengono trascinati infatti in un turbine di avventure ricco di imprevisti, prove da superare e nuovi personaggi con cui misurarsi. Causa di tutto la sorella dell’Autrice, Stefanella King, anch’essa scrittrice, amante dell’horror e in cerca di ispirazione.
Tre le imprese che vedranno protagonisti i nostri amici: catturare e “inscatolare” lo Spirito Spiritosello (per ridare pace alla Mummiona innamorata della befana e restituire i baffi alla gatta Panino); affrontare il terribile Drakulon De Drakulonis, vampiro dal sedere immenso e dai canini lunghi mezzo metro ciascuno ( per…non ci siete ancora arrivati?! Per salvare la pelle, ovvio!); far fuori i gatti zombi e guarire il gatto mezzo zombo dalla dannazione eterna ( per, ci risiamo, permettere ai nostri amici di tornare a casa e finirla una buona volta con queste avventure). E se tali peripezie non vi basteranno, tranquilli. L’Autrice, liberatasi infine dai lacci della gatta Panino, starà già pensando a come vendicarsi.
Le storie di Nicoletta Santini, adatte ai piccoli ma spassose anche per i grandi, metterebbero in crisi anche i critici più navigati: racconto, favola, testo teatrale, il tutto in un unico volume. Un’insalata di generi e gusti diversi, che contraddice le severe (spesso scontate) regole della logica.
Pochi i riferimenti spaziali, con repentini e improvvisi cambiamenti di “location”: dalla casetta rosa confetto alla campagna verdeggiante, dal deserto in una discarica, da un centro di dimagrimento ad una stupenda vallata etc. I protagonisti appaiono quasi costretti nei movimenti, diretti dall’implacabile fantasia di un’autrice non solo esistente sulla carta, ma anche in carne ed ossa, che se la ride sotto i baffi, nei panni della voce narrante e di Leonardo, topo onnisciente.
Come in ogni storia, c’è una missione da compiere: ma qui le “istruzioni” sono incomplete, le azioni lasciate al caso e i protagonisti perdono facilmente le staffe, altro che spirito di sacrificio. La capacità di influenzare il proprio destino è ridotta all’osso (Scheo non se la prenda a male), meglio litigare semmai, impelagandosi in un eterno botta e risposta.
La gatta Panino Panino ed i suoi amici sono personaggi profondamente individualizzati, soprattutto dal punto di vista caratteriale o linguistico: li si potrebbe perfino immaginare su un palco, un po’ uomini e un po’ animali, mentre discutono fra loro. Il tempo passa e i luoghi cambiano, ma la percezione degli eventi è altamente soggettiva, caleidoscopica, come se la realtà venisse plasmata e vivificata dalla mente stessa.
Terminate le loro avventure, i protagonisti raggiungono finalmente casa. Forse li aspetta qualche giorno di riposo, prima che le pagine bianche tornino di nuovo ad essere vergate dall’inchiostro…L’Autrice (o la sua terribile sorella) ci regalerà altre storie, nate dal “mondo della fantasia sospesa”.
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Illegibile!
La storia è pure interessante, ma è scritta in modo davvero incomprensibile.
Volevo regalarlo a mio nipote ma ho desistito dopo averne letto metà.