L’Italia è un Paese razzista?

Da giorni ho una domanda che mi frulla per la testa: l’ Italia è un paese razzista? Non mi è mai piaciuta la retorica, la polemica invece sì, ma quanto successo nelle ultime ore non fa altro che propormi una prospettiva diversa da quella inizialmente pensata.

Tralasciando i giri di parole, la Lega al potere e un capo del governo che ci annoia con la sua storia familiare appena andata in fumo, mi ha colpito questo: in meno di una settimana, il nostro paese ha intercettato, confezionato e rispedito indietro un bel “pacchetto” di emigrati provenienti dalla Libia. Se le poste italiane fossero così solerti, ricomincerei a scrivere con piacere cartoline!

Sansone è morto con tutti i filistei: essendoci in Italia un virus (non dell’influenza) chiamato “multiculturalità”, sì è deciso in fretta di estirpare il problema alla radice. I musi gialli rubano il lavoro, i neri e i marroni  sono kamikaze, quelli gitani  tutti stupratori e ladri di bambini e … Va bene, come sintesi? Gestire una società pluralista, con persone di lingua e cultura diverse, non è cosa facile. Ai soliti problemi, se ne assommano altri di cui non ci interessa nulla. Meglio smettere di vedere, pensare, chiedere. Inutile cercare di vivere, è già tanto sopravvivere fino  alla fine del mese.

Rispedire quella gente indietro, accompagnandola solo con bugie e un po’ d’acqua, è stato più terribile di quanto si pensi. Nessuno ha domandato, nessuno ha risposto. Non un nome, una spiegazione in italiano stentato del perché di quel viaggio. Queste persone hanno smesso di essere individui, uomini e donne con diritti e doveri: una cifra semmai, un fastidio, un “problema” da risolvere. Avranno pure pagato cifre esorbitanti,  subito violenze e ricatti, provato orrore per le onde che ingoiano…Requisiti insufficienti per entrare in Italia, per ricostruirsi una vita.

Certo, il nostro paese non è mica l’Eldorado. Ognuno di noi sa che non trovare lavoro spesso vuol dire arrangiarsi con la delinquenza. Pecchiamo noi, cittadini di uno stato democratico, figurati chi non ha più nulla da perdere. La tv è piena di denunce agli stranieri, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio: quando cammino per strada, gli apprezzamenti pesanti vengono sempre dagli “italiani”. Altro che gentiluomini.

Come sbrogliare allora la matassa? Pensando magari con la nostra testa, guardando oltre l’erba del vicino, ricordandoci che non siamo su un’isola…pardon, una penisola,ma respirare una nuova aria, quella dell’universo in cui viviamo. In parole semplici: la povertà e la miseria sono mali di questo mondo, ma in che misura ne siamo responsabili? Cambiare il corso delle cose vuol dire entrare dentro il problema, trovare una chiave di lettura, non girargli le spalle.
A questo punto non mi resta che riconoscerlo:sì, siamo proprio un paese razzista.
La Storia non ci ha insegnato nulla.

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2 Opinioni sul post “L’Italia è un Paese razzista?”

  1. Rosy scrive:

    Si che é un paese razzista ho sentito nella mia pelle, pero qui in mio paese tanti italiani e per dirti la verita na mia città ha tanti italiani che la descendencia arriva a 60% della populazione. Il problema non é individuale é una cultura razzista passada avanti. Non so cosa pensano quello che parlano di extracomunitari come se parlaressero di una bestia. Nessuno odora dolce gabbana doppo che muore e tutti siamo essere umani. Non é facil no una nazione aprire a porta a qualcuno pero se vuoi avete fatto piano piano sarebbero piu facile. Adesso hanno preferito essere chiusi alle altre culture come se fosse una malatia e allora che é arrivata tutto de una volta sola rimane dificile si. Chiuderse come una concchillia non porta nessuno bene.
    Questa fobia deve finire e il problema della italia non sono gli straniere. Però é la unica scusa che i politici trovano per far vedere alla italia il descaso loro.
    Abbracci a tutti
    Rosy

  2. Alex scrive:

    “Il razzismo non c’entra nulla con l’Italia, è inutile parlare di multiculturalità, asilo politico e quant’altro, quando in realtà abbiamo problemi maggiori oramai da un paio di decadi. Muoriamo di fame noi italiani e vogliamo addirittura i clandestini? Chi sostiene che gli immigrati che ogni giorno affollano i centri di accoglienza o che tentano viaggi (purtroppo) in condizioni disperate, dovrebbero essere lasciati entrare senza alcun problema, sfortunatamente non ha ancora capito in che situazione si trova la nostra nazione.

    Non ho ben compreso il giro di parole dell’articolo, ad ogni modo, sarebbe meglio pensare prima a come “sbrogliare la nostra di matassa” e poi eventualmente a come aiutare gli immigrati, non viceversa.”

Esprimiti!