Altro che venerdì 17..Nei cinema oggi esce Lezione ventuno, prima prova cinematografica dello scrittore Alessandro Baricco, ora anche regista e sceneggiatore.

Se avete amato i suoi libri, non perdetevi questo film: le parole, suadenti e ricche di musicalità, si sono trasformate in immagini. Ottimi tutti gli interpreti, da Noah Taylor, Leonor Watling, John Hurt, fino all’ultima delle comparse. Mondrian Killroy (l’attore John Hurt) è un professore universitario adorato dagli studenti, che ancora ne ricordano le bizzarre e geniali lezioni, dedicate a smontare, pezzo dopo pezzo, le opere d’arte sopravvalutate. In particolare, ha assunto nel tempo un valore quasi mitico quella che è stata tramandata col titolo di “Lezione 21″, dove prende di mira Beethoven, la Nona sinfonia e l’Inno alla gioia. Il film è la ricostruzione di quella lezione, così come l’hanno tramandata gli appunti, i ricordi e la fantasia dei suoi studenti.

La prima esecuzione della Nona sinfonia avvenne a Vienna, nel pomeriggio del 7 maggio 1824. Da anni, ormai, Beethoven viveva sprofondato in un isolamento infelice, afflitto da una sordità pressoché totale, e incattivito dal progressivo scemare del suo successo, nel vedere emergere  figure nuove come Rossini. E’ probabile che  la Nona sinfonia dovette rappresentare per lui l’ultimo, grandioso tentativo di dimostrare la propria grandezza e di spezzare la propria solitudine. Beethoven compare solo una volta, di spalle e per pochi secondi.

Ma è anche il racconto dell’ultimo istante di vita di Hans Peters, così come lo raccontava il professor Killroy. Peters era un giovane maestro di musica viennese trovato morto assiderato nel 1824, su un lago ghiacciato a trenta chilometri da Vienna. Probabilmente aveva passato gli ultimi istanti della sua vita suonando. Lo trovarono infatti con la mano destra stretta sul manico del suo violino. Così stretta, che non riuscirono più ad aprirgli le dita. Dovettero seppellirlo con il suo violino.
Il professor Killroy aveva una studentessa prediletta, Martha. Lei è l’unica a sapere che fine abbia fatto e dove abiti. Per capire la Lezione Ventuno, bisogna ritrovare il professore ed entrare nel suo mondo.
Lezione Ventuno inizia e si conclude sul ghiaccio (i meravigliosi paesaggi del Trentino), con delle figure che avanzano a passo di danza, accompagnate dalla musica di Beethoven. La fotografia spettacolare ed i colori scelti fanno apparire ogni singolo fotogramma come un dipinto. Onirico, multiforme,alogico..il linguaggio di Baricco ci trascina da un palco all’altro, in mezzo ad una miriade di personaggi e storie diverse. Come spesso accade, ci sono cose il cui segreto può essere svelato solo attraverso l’emozione e non con gli occhi della ragione.