Eluana Englaro ha compiuto il suo ultimo viaggio. Ieri sera, un’ ambulanza l’ha trasferita dalla clinica di Lecco a “ La Quiete” di Udine, dove tutto è pronto per assisterla.
Il Tar della Lombardia ha dato ragione al papà di Eluana: dopo 17 anni di coma vegetativo, sua figlia ha conquistato il diritto di morire.
Al capezzale della ragazza 14 persone, tra medici, consulenti e infermieri professionali. Due stanze singole e le apparecchiature necessarie; assistenza 24 ore su 24; somministrazione di sedativi. Nulla è lasciato al caso. In tre giorni verrà azzerata la terapia,gradualmente, al fine di permettere a chi assiste Eluana di familiarizzare con i cambiamenti del suo stato clinico. Al quarto giorno, l’alimentazione verrà sospesa totalmente, mentre per via muscolare saranno iniettati i sedativi. Il rigido protocollo prevede inoltre la presenza di una guardia giurata e il divieto assoluto di filmare o fotografare quanto avviene all’interno della clinica. Infine, quando tutto sarà finito, i medici procederanno con l’autopsia: studiare un cervello rimasto in coma vegetativo per tanti anni potrebbe rivelarsi utile per il futuro.
La famiglia Englaro stringe i denti, la folla si divide, la Chiesa infuria. A chi commenta una vicenda del genere, non resta altro che riflettere in un’atmosfera di profonda tristezza. Chi ha ragione, chi è la vittima? Per un credente la difesa della Vita non ha prezzo, ma guardare negli occhi un padre che da ben 17 anni ha già smesso di credervi, equivale lo stesso a una sconfitta inesorabile.
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evidentemente, non hai capito un boro di quello che intendevo dire…al di là di ogni possibile categoria ( atei, credenti,bestemmiatori inclusi), si sta parlando di una ragazza che la scienza odierna non è riuscita a salvare. non l’ha fatto neppure il padre.comunque finisca, è pur sempre una vita che mancherà all’appello…chiarito il concetto??
Sconfitta inesorabile?? Ma fatemi il piacere, voi cattolici siete bravi solo a dire cazzate. Il padre chiede da anni che la volontà della figlia siano esaudite, poiché non è più una vita umana.
15 anni di coma vegetativo non sono abbastanza? Finalmente questa ragazza avrà il diritto di morire…