Lo scorrere del tempo ed il progredire della tecnologia, non sembrano bastare ad eliminiare alcuni stereotipi di genere.

Ne sono un esempio quelli relativi alla subordinazione della donna rispetto all’uomo, all’interno del contesto sociale in cui viviamo che si proclama a favore delle pari opportunità, ma che viene poi smentito da dati statisici.

In conferma di quanto appena affermato, si presta ciò che è emerso dal “secondo Rapporto sulla cultura dell’innovazione italiana”.

La Fondazione per l’innovazione tecnologica Cotec, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche sociali del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), ha preso in esame un campione di 4 mila persone di età compresa tra i 20 e i 30 anni.

I dati pervenuti dall’intervita sono i seguenti:

  • il 29% sostiene che in un momento di crisi, come quello attuale, sia preferibile che siano gli uomini a conservare il posto di lavoro invece che le donne:
  • il 14,6% ritiene che gli uomini siano capi migliori delle donne e il 12,8% che siano migliori leader politici.
  • il rapporto (sempre espresso in percentuale) tra uomo e donna nel reperire informazioni via internet corrisponde rispettivamente al 21,9% e 25,7%; nel leggere e-mail al 21% e al 22,9%; nel fare acquisti all’8% e 6,3%;

Risulta, inoltre, che il 56% degli intervistati se non potesse usufruire “della rete”, non riuscirebbe ad incontrare gli amici di persona.

Le donne, sembrano quelle che maggiormente non riescono a rinunciare alle telefonate con gli amici, mentre gli uomini sono i più affezionati ai social network e agli sms.

Nonostante il miglioramento della “condizione femminile”, conseguente all’ausilio di strumenti derivanti dalla new tecnology, rappresenti un dato di fatto, i dati appena citati non idicano una condizione bilanciata relativa agli uomini e alle donne in rapporto con la tecnologia.

La motivazione è da ricercarsi prevalentemente nel contesto sociale attuale che comprende ancora un’elevata percentuale di donne casalinghe.

Quest’ultime, non disponendo di un reddito proprio, risultano essere le minori acquirenti di hardware e software.

Per far fronte a quanto detto e per migliorare la situazione, sono sorte molteplici associazioni che propongono il rapporto tra donne e tecnologia, come strumento per identificare e valorizzare il talento femminile negli ambiti ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione.

Ne è un esempio la conferenza internazionale, Women&Technologies, che si terrà l’8 novembre 2010 Milano.

Verrà trattato il tema della salute sotto gli aspetti delle biotecnologie e nanotecnologie e verranno approfondite altre tematiche.

Non resta che sperare che queste ed altre iniziative contribuiscano a migliorare la visione attuale del rapporto donna-tecnologia e a migliorarlo concretamente.