
Dopo aver studiato per tre anni il comportamento di chi guida, il giornalista americano Tom Vanderbilt ha pubblicato un libro dal titolo molto indicativo, Traffic: why we drive the way we do (and what it says about us).
Se non siete riusciti a tradurre, niente paura, eccovi di seguito alcune conclusioni dell’autore:
1. I guidatori che hanno un punto di vista rialzato, come sui suv e i pick-up, tendono a fare più incidenti. La maggior stazza del veicolo infonde sicurezza, ma ci rende anche più spericolati.
2. Si fanno meno incidenti con passeggeri a bordo che quando siamo da soli. L’essere in compagnia aumenta il nostro senso di responsabilità e vi sono più occhi per avvistare i pericoli.
3. Il maggior numero di incidenti urbani avviene durante il parcheggio.
4. La guida veloce accresce i consumi e i rischi, ma si risparmia solo un minuto ogni 40 km.
5. Meglio abolire la segnaletica stradale. Chi guida si sente meno cautelato e fa più attenzione alla strada.
6. Non è vero che l’altra fila scorre sempre più velocemente della nostra quando siamo in coda. E’ l’ansia a donarci un’idea falsata della situazione.
Naturalmente, queste considerazioni possono tanto riguardare gli automobilisti americani quanto i nostri. Mantenere la calma e rispettare chi ci sta intorno aiuta di sicuro a guidare con meno stress…Evitando di passare dal carrozziere.




