
Con “Demonio” di Graziano Diana, l’horror italiano ritorna nelle librerie. Il romanzo ha un inizio drammatico, molto simile alle tragedie raccontate spesso dai notiziari. Ma la realtà, stavolta, nasconde un lato ancora più oscuro…
Gabriele ha trovato sorella, madre e padre uccisi in un lago di sangue. Tutto sembra accusare il padre: che si sarebbe suicidato dopo la strage. Perché allora Gabriele dice a tutti con certezza che «non è stato il padre?» Perché Gabriele, quando è arrivato sulla scena del delitto, ha visto qualcosa. Qualcuno. Qualcuno che lui riesce solo a definire «demonio». Da quel giorno la sua vita si affolla di strane presenze. Qualcuno lo segue. Qualcuno cerca di ucciderlo. Gabriele comincia a indagare, diventa detective. Perché, su un foglio dell’agenda del padre, c’è la stessa misteriosa frase latina che lui è sicuro di aver sentito pronunciare dalla terrificante creatura? Nella luce della Roma di oggi, tra architetture moderniste e gallerie d’arte, Gabriele scopre di dover combattere per la propria salvezza. Per salvarsi dal male. E da un destino peggiore della morte.
Graziano Diana è al suo primo libro, ma è un regista e sceneggiatore di lungo corso, con collaborazioni molto importanti alle spalle (Ultrà, Canone Inverso, La Scorta, Ultimo).
“Demonio” parte come un giallo, ma prestissimo fa una virata decisa verso l’horror esoterico, prendendo un po’ spunto dai thriller a fondo soprannaturale/religioso che oggi vanno tanto per la maggiore. La trama si tinge sempre più di soprannaturale, trascinandosi verso un finale cupo e ben poco rassicurante. Unico difetto riconosciuto: romanzo fin troppo breve, anche se la storia funziona. Ciò potrebbe suggerire all’autore di continuare a scrivere, approfondendo punti degni di interesse.
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