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Come cambia l’industria della Musica…

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Written by admin

Se pensate che l’industria discografica non valga più nulla, sappiate che state tralasciando una buona parte della questione. E se vi dicono che l’industria della musica è tornata prepotentemente, beh… vi stanno solo dicendo parte della verità.

Quello che è certo è che la musica vale sempre e continuerà a farlo ma, come molte cose, cambia continuamente. Una volta, per venderla, bastava “inscatolarla”. Oggi è tutto diverso e niente è in grado di fermarla. Così, il valore della musica continua ad essere determinato dagli artisti e dalle loro creazioni, ma anche da come arriva sul mercato.

I servizi di streaming, in Italia, sono cresciuti del 109%, mentre il download digitale crolla del 19%. La gente non vuole possedere la musica, ma vuole ascoltarla. Ma dall’America c’è gente come Taylor Swift che la pensa esattamente al contrario: dopo aver venduto in una settimana 1,3 milioni di copie del nuovo album 1989, la popstar americana ha tolto l’intero catalogo da Spotify e dagli altri servizi di streaming, perché per lei equivale quasi a regalare la propria musica.

Insomma, secondo i dati elaboratori da Deloitte per la Federazione Industria Musicale Italiana, la musica non è più solo un prodotto, ma un processo. Da anni, ormai, non si vendono più soltanto gli oggetti, ma beni immateriali e servizi in continua evoluzione. Ascoltatori e mercato reagiscono di conseguenza, decretando democraticamente qual è la forma che funziona meglio.

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