
La rivista studentesca Vivid ha pubblicato uno scatto di una studentessa iscritta al terzo anno nel prestigioso Homerton College di Cambridge…e subito i professori gridano allo scandalo, chiedendo la chiusura della testata.
Ci viene da dire “Per un paio di tette”, non crediamo che questi professori si siano scandalizzati per così poco. Tra l’altro si trattava di una foto (più o meno) artistica. Eppure, il formoso corpo da pinup della ragazza ha suscitato lo scalpore tra i docenti, che mal hanno visto quelle 5 mila copie in giro per Cambridge.
La linea editoriale di Vivid nasce come satira al mondo politico e a quanto pare molti criticano le scelte del magazine universitario, che da qualche tempo ha inaugurato la “Pagina 3″, così come si usa nei tabloid inglesi più blasonati, che ospitano foto di sexy modelle in posizioni molto osè. Vivid a questo punto sarà chiusa?
E chi poteva dirlo che un paio di tette al vento potevano suscitare tutto ‘sto gran casino verso un “giornaletto studentesco”, tanto da attirare l’attenzione dei media di tutto il mondo. In realtà qualcosa dietro c’è. E’ emerso in una recente inchiesta che negli atenei di Cambridge era largamente diffusa una pratica a dir poco disdicevole: la prostituzione delle studentesse, che permetteva alle studentesse di fare soldi facili per pagare le spese necessarie per frequentare l’università.
Un problema che non ci torna mica nuovo. Anche oggi, nelle nostre università italiane, molte studentesse si prostituiscono. Altre invece sono più “prudenti”, diventando solamente delle cam girls, vale a dire le ragazze che in cambio di soldi fanno gli spettacolini in webcam su internet.
Della serie “Tutto il mondo è paese…”.
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