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72° Anniversario della Battaglia di Nikolajewka

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Written by Elvira

La Sezione A.N.A. di Torino ha celebrato il 72° anniversario della battaglia di Nikolajewka, presso la Basilica di Superga a Torino. Accolti dal Presidente sezionale Gianfranco Revello, hanno partecipato alla cerimonia dell’ Alzabandiera il Col.Vinci, della scuola d’applicazione d’Arma; il Col. Guarino, vice comandante provinciale dei Carabinieri; i Vessilli delle Sezioni di Casale, Saluzzo, Valsesiana e 115 Gagliardetti di gruppo. Ad aprire la breve sfilata, che ha condotto i partecipanti all’ interno della Basilica, la Fanfara Montenero della Sezione A.N.A. di Torino, guidata dal Maestro M.llo Dintrono.
Dopo la deposizione di un mazzo di fiori alla statua in legno della Madonna delle Grazie nella Cappella del Voto – la stessa a cui si rivolse Vittorio Amedeo II per vincere la battaglia nel 1706, durante l’assedio dei Franco-Spagnoli in Piemonte -, il Cappellano della Sezione di Torino, Monsignor Tommaso Ribero, ha celebrato la SS Messa, allietata dai canti del Coro della Sezione A.N.A. di Torino.

“L’ultima battaglia della nostra ritirata di Russia, la battaglia della disperazione e della salvezza per sfondare lo sbarramento sovietico a Nikolajewka, iniziò all’una di notte del 26 gennaio 1943. Le forze italo-tedesche, provate dal gelido inverno russo, ripiegarono caoticamente. Dopo 9 giorni di marcia e 25 battaglie di sfondamento e retroguardia, gli Alpini giunsero all’appuntamento finale: lo sbarramento russo di Nikolajewka. I 13.420 uomini rimasti del Corpo d’Armata Alpino – erano più di 60.000 dieci giorni prima – espugnarono, a colpi di fucile e bombe a mano, il paese di Nikolajewka. Le forze sovietiche furono sopraffatte dagli alpini della Tridentina, guidati dal loro eroico comandante, il generale Reverberi, che li trascinò all’attacco delle postazioni russe al grido di “Tridentina, avanti!”.
Come una valanga, gli Alpini travolsero la resistenza sovietica, ma il prezzo pagato fu enorme: migliaia di soldati italiani restarono sul campo di battaglia. Le perdite italiane furono altissime. Il 16 gennaio 1943, giorno di inizio della ritirata, il Corpo d’Armata Alpino contava 61.155 uomini. Dopo la battaglia di Nikolajewka si contarono 13.420 uomini usciti dalla sacca, più altri 7.500 feriti o congelati. Circa 40.000 uomini rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati. Migliaia di soldati vennero presi prigionieri durante la ritirata e radunati dai sovietici in vari campi. Uno dei più tristemente noti fu quello di Rada, nei pressi della città di Tambov. Solo una percentuale minima di questi prigionieri face ritorno in Italia a partire dal 1945”.

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